Da Torino a Catania, la nuova creatività mette meduse e seppie nella borsa

di Francesca Rosso - LaStampa 23 Aprile 2020  (leggi l'articolo sul sito de LaStampa)

Giulia, ex art director Bgs, ha trovato in Sicilia la sua dimensione creativa: ora le sue borse che ricordano le suggestioni di Tim Burton viaggiano in tutta Italia

TORINO. Lo spirito vulcanico, la creatività, la passione per i dettagli e le cose fatte con cura. Giulia Pappalardo, nata ai piedi dell'Etna, ha incontrato la sua strada per vivere una vita che le assomigli e, in questo periodo di quarantena, ha anche trovato il tempo per mettere online il sito di e-commerce con le sue borse di pelle, serigrafate, tutte fatte a mano. Non solo. Hand made in Sicily with love. E il love conta. Si chiamano UAU perché è quello che pensi quando le vedi, le tocchi o le annusi. Sono vintage nelle forme ma nuove nelle pelli stampate.
La storia


Tutto comincia quando Giulia a 13 anni fa borse per passione con un'amica. Poi diventa una graphic designer e lavora per anni in BGS, agenzia di pubblicità a Torino. Nel frattempo ha due figli. «Qualcosa – racconta – mi diceva di tornare a Catania, ma non sapevo cosa. Non volevo più vivere davanti a un computer. Subito con il mio compagno abbiamo aperto un bed and breakfast. Poi ho decorato mobili e trasformato in quadri le stoffe di Marimekko. Ero art director: disegnavo le cose, le facevo realizzare ad altri ma non erano mai proprio come le volevo. Così ho deciso di smettere di invidiare la capacità degli altri e imparare a fare le cose con le mie mani. Ho fatto corsi di serigrafia, timbri, sartoria su misura. Compravo la stoffa bianca, la tingevo e serigrafavo ma non era ancora il mio». Poi è arrivato il colpo di fulmine: la pelle. Il materiale e l'idea che cercava da sempre. Finalmente ogni pezzo è unico con la vita e la storia che si porta dietro.

«Come Geppetto»
«Con le borse – spiega – mi sento un po' come Geppetto: “Vediamo questo cuoio cosa vuole diventare”. È lui a guidare. Come insegnano ai corsi d'arte, quando impari devi prima copiare. Così la prima borsa è stata il mio cestino dell'asilo degli Anni Settanta. Poi sono andata a fare esperienza in un borsettificio per un anno intero». Cinque anni fa ha aperto la bottega in via San Michele 13, parallela a via Etnea. Laboratorio e showroom insieme. «Il negozio – racconta – è rifugio, piacere, stanza di condivisione con le clienti che passano di qui. È il posto dove l'irrequietezza diventa cose che si fanno. E si coltivano relazioni: la ragazza che si occupa dei social si è proposta lei, la serigrafa è diventata un'amica cara, le turiste raccontano pezzi delle loro vite. Le donne sono fondamentali, come Concetta Prestipino di Bottega Mida che fa borse da 35 anni a Giardini Naxos che è stata e continua ad essere una maestra generosa».


Come nell’Ottocento
Una borsa UAU è fatta proprio come nell'800 con addosso il tempo di una volta. Giulia fa tutto da sola, dal progetto alla realizzazione: «Uso solo la macchina da cucire, non ne ho una che piega o una che taglia. Ci vuole tempo. Il sito di e-commerce ad esempio è uscito solo ora perché il mio compagno mi ha dato una mano con le foto e la post-produzione, se no faccio anche quello io». In 5-7 giorni le borse arrivano a casa. From Sicily with love.
«Sono molto ancorata al territorio in cui vivo. Non alla Sicilia diventata icona pop grazie a Dolce e Gabbana. Sono circondata dal mare e scelgo decori come meduse, seppie, pesci presi da illustrazioni di fine '800, texture grafiche che realizzo e manipolo. Poi ci sono le libellule che rappresentano l'elemento aria e i fiori ispirati alle carte da parati delle nonne che sono la terra. Il fuoco non serve perché già c'è l'Etna».

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